Dall’oriente col barcone

quale_differenzaSono pienamente consapevole che il presente articolo possa non essere condiviso da tutti, sopratutto quelle persone che si riconoscono nelle ideologie di destra: Salvini, Meloni ecc. Personalmente preferisco pensare con il mio cervello, senza cadere nel banale o lasciarmi trasportare da istinti nazionalisti.

Premetto che non sono d’accordo con chi sostiene che è necessario accogliere l’ondata di migranti a braccia aperte, solamente perché la Francia li respinge o perché ce lo ordina il Papa o le sinistre travestite dalla nonna di Cappuccetto Rosso. E’ necessario perché lo richiede l’urgenza.  Sarebbe troppo facile prenderli, caricarli sulla prima bagnarola disponibile e rispedirli a “casa loro”, ma siamo sicuri che sia proprio casa loro?

Mi risulta che dopo l’unità d’Italia (in cui milioni di “italiani” sono rimasti uccisi per mano dei piemontesi) ci sia stato un fuggi, fuggi generale. Per chi volesse approfondire l’argomento consiglio la lettura, per citarne uno, del libro “Terroni” di Pino Aprile. Per cortesia, risparmiatemi affermazioni del tipo: “noi siamo emigrati in cerca di lavoro”. Quanti italiani sono sparsi in Europa, America e Asia? Siamo emigrati per disperazione, punto e basta! Non è lo stesso motivo per cui oggi l’Italia è invasa dai “clandestini”?

Persone, esseri umani disperati che fuggono dalla guerra e dalla fame. Chi ha dato vita a tutto questo? Spero non siate così ingenui da pensare che sia tutta colpa loro. Le cause sono tutte europee ed extraeuropee (USA). Colpa del “colonialismo”. Altro che colonialismo! Un colpo da predoni, che con l’inganno li ha sedotti e poi abbandonati al loro destino. E’ logico che oggi, a distanza di anni, ce li ritroviamo in Europa a presentarci il conto. Non vogliamo pagare?

Preferisco non dilungarmi troppo, non voglio imbastire un argomento così complesso sapendo in partenza che non si arriverebbe a nulla se non a uno scontro verbale tra mentecatti. Mi limito a fare una proposta concreta invece di aprire bocca solamente per dare aria ai denti.

Noi li si prende tutti (nel limite del possibile) e li si aiuta. Nel frattempo si crei un soggetto politico umanitario, composto da cittadini di tutta Europa regolarmente eletti, con il compito di fermare tutte le guerre, ricostruire i territori rasi al suolo dai bombardamenti, restituire il maltolto, investire bei soldoni per rilanciare l’economia e creare posti di lavoro. Costruire case, ospedali e impianti idrici per la distribuzione di acqua potabile. Una volta fatto, a bordo di un numero sufficiente di navi Costa Crociera, saranno ben felici di tornare a casa loro.

 

Franco Uda

Il blog di Franco Uda nasce dopo una breve ma ponderata riflessione. I motivi che mi hanno spinto a realizzare il blog sono molteplici, il più importante è senza dubbio la possibilità di pubblicare, volta per volta, le mie riflessioni e ciò che riterrò utile e doveroso, senza subire censure di nessun genere. L’augurio che faccio a me stesso è di un’ulteriore crescita culturale, attraverso lo scambio di idee e opinioni dei vari amici internauti con i quali avrò il piacere di interagire. Ulteriori informazioni sono disponibili all'interno del sito web, spazio dedicato all’autopromozione musicale, SoundCloud. Per saperne di più...

Un commento:

  1. In questo caso il mondo, e specialmente Europa, combatte i sintomi ma le cause, come spesso per non dire quasi sempre, rimangono intoccate senza eliminarle a mancanza di interessi economici o altro, nonostante che questa ondata di clandestini sia molto costosa per la comunità. Vuol dire che un intervento diretto costerebbe molto di più, che per assurdità verrebbe accettato con molta più facilità. Allora non è solamente il costo ma in fondo è la loro presenza fisica che tanti infastidisce. Purtroppo tanti europei non si interessanno delle cause e notano solamente i sintomi ogni giorno, anche per colpa dei mass-media che partecipa ad aumentare la tensione. E senza riflettere su come e perché si giudicano quelli che arrivano a barchate intere. Il motivo che li spinge è più che umano ed ognuno di noi farebbe la stessa cosa in una situazione di questo genere. Certamente le possiamo e dobbiamo accettare fino ad un certo punto, ma sono anche convinta che loro preferirebbero rimanere nella loro patria e sulla loro terra. Viviamo ormai in un’Europa che sembra di garantire la piace a lungo termine e nello stesso momento possiamo osservare una guerra in casa a distanza di poco, ma dell’Ucraina ultimamente non si parla più. La vita si svolge ogni giorno e chiede partecipazione attiva da parte di ognuno di noi, ma la massa è passiva ed ormai si riposa sulle promesse che vengono fatte dai politici e lascia pensare e decidere ad altri. Povera, vecchia Europa, che fine farai?

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