Democrazia conforme alle esigenze di mercato

Dal 2007 è in corso in Europa un vero e proprio golpe e Alexis Tsipras, insieme al popolo greco, è stato in grado di bloccarlo con il referendum di domenica scorsa. Più si analizza la situazione economica europea, dal punto di vista dei trattati, più ci si accorge che tutto ciò che si sta facendo è distante anni luce da ciò di cui ha realmente bisogno il cittadino.
I rappresentanti degli Stati membri più esposti, Germania e Francia, con l’aiuto della BCE e il FMI, si stanno arrogando sempre più il diritto di prendere decisioni che vanno oltre il buonsenso e che travalicano ogni forma di democrazia. Il gioco si fa sempre più duro ma non si riesce a capire quale sia il loro scopo. Per governare il proprio Stato occorre il consenso dei propri cittadini, che viene esercitato attraverso il voto per mezzo di regolari elezioni, ma per governare un altro Stato in maniera illegittima ci vuole ben altro: una guerra, una dittatura, un colpo di Stato, una tirannia, la conquista di quello Stato. Cosa stanno facendo Merkel, Hollande, Renzi…”Dove stanno andando?” Ma soprattutto “Dove ci vogliono portare?”

Per come la vedo io è tutto molto semplice: basterebbe che ogni Stato riprendesse a stampare la propria moneta senza il peso del debito, come accadeva un tempo. La moneta non ha alcun valore intrinseco, acquista valore solamente quando il popolo la accetta come metodo di scambio, quindi la moneta è di proprietà del popolo e non può essere sottratta ad esso.
Ogni Governo dovrebbe pensare ai propri cittadini come un buon padre di famiglia, ridurre le tasse e limitare gli sprechi e le spese inutili. Poche cose ma efficaci, ma tutto questo non è sufficiente perché il progetto è ben altro. C’è un numero ristretto di persone che ha perso la ragione, non sta più nella pelle e non vede l’ora di governare il mondo. Uno Stato non è sufficiente, credono sia l’unico modo per raggiungere la stabilità socio-economica e ne sono convinte. Un prezzo che l’umanità deve pagare prima di raggiungere la pace dei sensi, la prosperità e l’equilibrio.

Chi è che decide tutto? La maggior parte delle persone crede siano i primi ministri degli Stati membri, ma si sbagliano. Queste figure politiche, che ormai non vengono neanche regolarmente elette dal popolo, sono nominate dalle lobby, dalle banche e dai poteri forti. Il loro compito è quello di seguire un copione già scritto, ma scritto da chi? Dagli uomini ombra, massoni, “illuminati”, a me verrebbe di dire fulminati, chiamateli come volete. Lo scopo è governare milioni di persone secondo la loro logica, calpestando ogni diritto e ogni cosa. Una teoria strampalata ma che ogni giorno compie passi da gigante.

Non riesco a capire perché l’essere umano si debba complicare la vita in questo modo quando basterebbe che ognuno di noi avesse il giusto riconoscimento che gli spetta di diritto dal momento della nascita, dal primo vagito. Le regole non servono perché basta l’uguaglianza, e se ce ne fosse bisogno dovrebbero essere lecite ed accettate da tutti senza alcuna imposizione. Continuo a pensare che il sistema socio-economico e politico attuale sia stato costruito senza fondamenta, senza logica e che molto presto crollerà su se stesso. Qui si tratta di scegliere l’euro o la vita delle persone, il popolo?

Concludo col citare quanto sostiene il sociologo Luciano Gallino, che è stato intervistato da Roberto Ciccarelli del Manifesto:

Tsi­pras ha denun­ciato un colpo di stato con­tro il suo governo. Che cosa è acca­duto dav­vero in Gre­cia nell’ultima set­ti­mana?

Si è con­cre­tata la situa­zione che sta matu­rando da molti anni. La demo­cra­zia è un fat­tore di disturbo per le isti­tu­zioni euro­pee, per molti paesi a comin­ciare dalla stessa Ger­ma­nia o per il Fondo Mone­ta­rio Inter­na­zio­nale. Tanto Lagarde, quanto Mer­kel, hanno detto in varie occa­sioni che è molto bello vivere in demo­cra­zia ma che biso­gna anche ren­dersi conto che la demo­cra­zia si deve con­for­mare alle esi­genze del mer­cato. Io trovo que­ste dichia­ra­zioni poli­ti­che di una gra­vità ecce­zio­nale per­ché dovrebbe essere vero invece esat­ta­mente il con­tra­rio. In Europa la demo­cra­zia viene con­si­de­rata ormai un intoppo per le deci­sioni del mer­cato. Del resto nei trat­tati fon­da­tivi dell’Unione i rife­ri­menti alla demo­cra­zia sono nulli. Con la Gre­cia hanno pro­prio esa­ge­rato. Se anche i primi mini­stri, per non par­lare dei fun­zio­nari della Bce o di impor­tanti espo­nenti dei socia­li­sti hanno inter­fe­rito aper­ta­mente con il governo greco, dimo­strando che per loro la demo­cra­zia è una sec­ca­tura per la libera cir­co­la­zione dei capi­tali. La social­de­mo­cra­zia è scom­parsa total­mente. È ora di pren­dere posi­zione. Non che sia facile ma, piut­to­sto che bat­tere la testa con­tro un muro, vale la pena di provarci“.

Pro­fes­sor Gal­lino lei sostiene che dal 2007-8 sia in corso in Europa pro­prio un colpo di stato. Il refe­ren­dum greco è stata una prima rispo­sta col­let­tiva?

È una rispo­sta poli­tica dei greci a cin­que anni di poli­ti­che deva­stanti impo­ste da Com­mis­sione Ue, Fmi e Bce, ed è anche la prima con­tro quanto è matu­rato in Europa dalla crisi dei debiti sovrani in poi. La prima fase del colpo di stato pre­sup­po­neva che le vit­time pro­te­stas­sero un po’, per poi obbe­dire come nulla fosse suc­cesso. Oggi, il fatto che un paese eco­no­mi­ca­mente insi­gni­fi­cante alzi la testa e prenda a calci negli stin­chi que­sti poteri è un fatto rile­vante. Ale­xis Tsi­pras ha rive­lato una tem­pra fisica e poli­tica ecce­zio­nale per reg­gere cin­que mesi di trat­ta­tive. Oggi il fatto nuovo è che qual­cuno abbia detto “No”, non solo nelle piazze, ma soprat­tutto nelle trat­ta­tive, impo­nendo un refe­ren­dum al quale hanno par­te­ci­pato milioni di per­sone. Que­sto ha inner­vo­sito molto Mer­kel e gli inef­fa­bili pre­to­riani della Com­mis­sione Euro­pea o del Con­si­glio Europeo“.

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Franco Uda

Il blog di Franco Uda nasce dopo una breve ma ponderata riflessione. I motivi che mi hanno spinto a realizzare il blog sono molteplici, il più importante è senza dubbio la possibilità di pubblicare, volta per volta, le mie riflessioni e ciò che riterrò utile e doveroso, senza subire censure di nessun genere. L’augurio che faccio a me stesso è di un’ulteriore crescita culturale, attraverso lo scambio di idee e opinioni dei vari amici internauti con i quali avrò il piacere di interagire. Ulteriori informazioni sono disponibili all'interno del sito web, spazio dedicato all’autopromozione musicale, SoundCloud. Per saperne di più...

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