I fratelli #Renzie

Mi sono sempre domandato in base a quali criteri, il “partito defunto”, negli ultimi venticinque anni, ha eletto i propri leader. Dal lontano 1991 ad oggi i segretari che si sono succeduti alla guida del partito (prima DS poi PD) sono stati sette, senza dimenticare che Veltroni e Bersani hanno fatto il bis, come a volerci far credere che fosse possibile suicidarsi due volte. D’accordo! Hanno deciso le primarie, ma agli elettori non è stato concesso di scegliere nel modo migliore. I candidati alle primarie li decide il congresso, una ristretta congrega di lobotomizzati che non va mai oltre i soliti i__oti (gira la ruota). La cosa buffa, scusate il gioco di parole, è che gli elettori hanno dovuto sborsare perfino 2 euro (contributo obbligatorio per i non iscritti al partito defunto), per votare nientepopodimeno che il nulla, per dirla alla Grillo “morti che camminano”.

La concretezza è una caratteristica che, grazie a Dio, si nota subito, è la prima cosa che intuisci quando guardi una persona dritto negli occhi, a pelle ti rendi conto se quella persona è credibile oppure no. Quando ho visto per la prima volta Occhetto, D’Alema, Veltroni, Fassino, Franceschini, Bersani e Renzi, non ho avuto l’impressione che fossero persone di cui potermi fidare; al contrario: ho sentito un grosso brivido scorrere dietro la schiena, il mio primo pensiero è stato: “siamo fottuti!”

Non voglio assolutamente dilungarmi troppo sull’inconsistenza della classe politica attuale, ma ritengo assolutamente importante precisare due aspetti:

1) Le riforme per il rilancio socio-economico dell’Italia non sono quelle di cui parla Renzi, piuttosto quelle di cui non parla. Il compito del Governo nominato dai poteri forti (banche, lobby, UE) è quello di ridurre ulteriormente la democrazia del nostro paese per rendere possibile il progetto di un’Europa unita, con a capo un organo internazionale composto da sconosciuti, controllato dalle banche e dai giganti dell’economia. Un vero e proprio Governo economico che poco a a che fare con la democrazia, solidarietà e uguaglianza tra popoli.

2) L’intenzione della casta è quella di auto nominarsi per rendere le istituzioni un fortino inattaccabile dall’esterno, unica via per scongiurare il crollo del progetto europeo ed elezioni democratiche che sancirebbero la cacciata dei lordi signori da parte del popolo italiano.

Non so cosa ci vedete in queste facce, ma io non ci vedo nulla di buono.

P.S. Consiglio vivamente di scaricare e leggere l’interessante cronistoria del partito defunto, di Alessio Marchetti: Dal P.C.I. al PD

Franco Uda

Il blog di Franco Uda nasce dopo una breve ma ponderata riflessione. I motivi che mi hanno spinto a realizzare il blog sono molteplici, il più importante è senza dubbio la possibilità di pubblicare, volta per volta, le mie riflessioni e ciò che riterrò utile e doveroso, senza subire censure di nessun genere. L’augurio che faccio a me stesso è di un’ulteriore crescita culturale, attraverso lo scambio di idee e opinioni dei vari amici internauti con i quali avrò il piacere di interagire. Ulteriori informazioni sono disponibili all'interno del sito web, spazio dedicato all’autopromozione musicale, SoundCloud. Per saperne di più...

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