Trolls, Influencers, Frame e Spin Doctor

4795746937_fac46b71a4Immediatamente dopo le elezioni del 24 e 25 febbraio, in realtà, forse in maniera meno marcata, anche in precedenza, TV, internet e giornali hanno fatto partire la macchina del fango contro il Movimento 5 Stelle. La strategia è chiaramente quella di demolire l’immagine e la credibilità dei nuovi eletti in Parlamento e il leader Beppe Grillo. Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio chi sono i “cecchini” antidemocratici e collusi con l’attuale sistema partitocratico che bramano per mantenere inalterata la situazione politica italiana, presa in ostaggio, da oltre cinquant’anni.

Partiamo col citare l’intervento di Massimo Fini (giornalista, scrittore, drammaturgo) a LA COSA, parte integrante dell’articolo postato sul blog di Grillo che riporto integralmente:

Gli italiani non votano a caso, queste elezioni lo hanno ribadito, scelgono chi li rappresenta. In Italia ci sono due blocchi sociali. Il primo, che chiameremo blocco A, è fatto da milioni di giovani senza un futuro, con un lavoro precario o disoccupati, spesso laureati, che sentono di vivere sotto una cappa, sotto un cielo plumbeo come quello di Venere. Questi ragazzi cercano una via di uscita, vogliono diventare loro stessi istituzioni, rovesciare il tavolo, costruire una Nuova Italia sulle macerie. A questo blocco appartengono anche gli esclusi, gli esodati, coloro che percepiscono una pensione da fame e i piccoli e medi imprenditori che vivono sotto un regime di polizia fiscale e chiudono e, se presi dalla disperazione, si suicidano. Il secondo blocco sociale, il blocco B, è costituito da chi vuole mantenere lo status quo, da tutti coloro che hanno attraversato la crisi iniziata dal 2008 più o meno indenni, mantenendo lo stesso potere d’acquisto, da una gran parte di dipendenti statali, da chi ha una pensione superiore ai 5000 euro lordi mensili, dagli evasori, dalla immane cerchia di chi vive di politica attraverso municipalizzate, concessionarie e partecipate dallo Stato. L’esistenza di questi due blocchi ha creato un’asimmetria sociale, ci sono due società che convivono senza comunicare tra loro. Il gruppo A vuole un rinnovamento, il gruppo B la continuità. Il gruppo A non ha nulla da perdere, i giovani non pagano l’IMU perché non hanno una casa, e non avranno mai una pensione. Il gruppo B non vuole mollare nulla, ha spesso due case, un discreto conto corrente, e una buona pensione o la sicurezza di un posto di lavoro pubblico. Si profila a grandi linee uno scontro generazionale, nel quale al posto delle classi c’è l’età. Chi fa parte del gruppo A ha votato in generale per il M5S, chi fa parte del gruppo B per il Pdl o il pdmenoelle. Non c’è nessuno scandalo in questo voto. E’ però un voto di transizione. Le giovani generazioni stanno sopportando il peso del presente senza avere alcun futuro e non si può pensare che lo faranno ancora per molto. Ogni mese lo Stato deve pagare 19 milioni di pensioni e 4 milioni di stipendi pubblici. Questo peso è insostenibile, è un dato di fatto, lo status quo è insostenibile, è possibile alimentarlo solo con nuove tasse e con nuovo debito pubblico, i cui interessi sono pagati anch’essi dalle tasse. E’ una macchina infernale che sta prosciugando le risorse del Paese. Va sostituita con un reddito di cittadinanza.
Nei prossimi giorni assisteremo a una riedizione del governo Monti con un altro Monti. L’ammucchiata Alfano, Bersani, Casini, come prima delle elezioni. Il M5S non si allea con nessuno come ha sempre dichiarato, lo dirò a Napolitano quando farà il solito giro di consultazioni. Il candidato presidente della Repubblica del M5S sarà deciso dagli iscritti al M5S attraverso un voto on line. Passo e chiudo. Sta arrivando la primavera. Ripeto: sta arrivando la primavera.

Come si può leggere nelle ultime righe, (in grassetto) Beppe Grillo ribadisce che il M5S non si alleerà con nessuno. Concetto che, durante tutto lo TsunamiTour, viene ripetuto fino alla nausea, proprio per impedire che qualcuno possa far finta di non aver sentito. La domanda nasce spontanea: perché non si faranno alleanze con i partiti e non si voterà la fiducia a nessun Governo? I motivi sono molteplici e non c’è alcun bisogno di elencarli tutti, ma ne citerò alcuni:

1) Il Partito Democratico della Sinistra, dell’allora segretario Massimo D’Alema, permise a Berlusconi, uscito vittorioso dalle elezioni del 1994, di sedere in Parlamento, contravvenendo alla legge sul conflitto di interessi. La giunta per le elezioni che avrebbe dovuto rendere il leader di Forza Italia ineleggibile chiuse entrambi gli occhi di fronte alla legge 361 del 1957 (art.10) che impediva a tutti coloro i quali in possesso di una concessione di Stato di essere eletti. Questa grave violazione della legge consentì alla nuova compagine politica di entrare in Parlamento e iniziare un lungo e lento processo di cambiamento che avrebbe portato lo Stato ad un totale decadimento della struttura politica post-fascista che la prima Repubblica, nata sulle fondamenta della Costituzione Repubblicana Italiana, aveva faticosamente ricostruito. Prima della corrente berlusconiana diedero il loro contributo al decadimento la Democrazia Cristiana di Andreotti e il Partito Socialista di Craxi, in quegli anni ci fu un’impennata, mai registrata prima, del debito pubblico. Aumentò in pochi anni con il conseguente impoverimento delle famiglie italiane che oggi paghiamo a caro prezzo.

2) Nei lunghi anni del berlusconismo, per la precisione venti, il PDS ha continuato, inutilmente, a cambiare nome e simbolo per cercare di ripulirsi dagli errori del passato, ma non ha fatto altro che comportarsi allo stesso modo, come i politici della prima Repubblica. Le inchieste che portarono al crollo della stessa crearono un vuoto politico che la sinistra non riuscì a colmare. I motivi sono sostanzialmente due: il primo riguarda la discesa in campo di Berlusconi, all’epoca veniva dato come forza politica nuova, in grado di dare una svolta all’economia italiana. Il secondo motivo riguarda l’incapacità della sinistra di rinnovarsi, non ci fu nessuna modifica all’assetto gerarchico del partito. E’ vero che D’Alema divenne il nuovo segretario al posto di Occhetto, ma per il resto, rimase sostanzialmente identico a quello precedente all’inchiesta della Magistratura che, con l’operazione “Mani Pulite”, portò all’arresto di molti politici e alla scomparsa della DC e del PSI. Forti del fatto che l’aratro giudiziario non era riuscito ad andare a fondo come avrebbe dovuto, gli esponenti del PDS, si lasciarono trasportare da facili entusiasmi, si pensava che, sgomberato il campo, niente avrebbe potuto impedirgli di governare. La discesa in campo di Berlusconi distrusse i piani sinistri dei vari Fassino, D’Alema, Occhetto, Bindi ecc. Il risultato delle elezioni decretò la sconfitta del PDS, l’unico modo per continuare a sedere in Parlamento incatenandosi alle poltrone, facendola in barba ai poveri cittadini italiani, sarebbe stato quello di fare l’inciucio con la destra, dal lontano 1994 ad oggi non si è fatto altro che pronunciare, rigorosamente a voce bassa, la solita frase: volemose bene!

Dopo questa breve e doverosa carrellata di eventi, per rinfrescare la memoria a chi avesse dimenticato la storia, ma anche per chi all’epoca era poco più che un bambino, riprendiamo ad analizzare le cause che hanno dato vita a una campagna mediatica devastante contro il M5S.

Senza dubbio i giornali (di partito) hanno tutto l’interesse a spaccare in due la macchina che potrebbe in pochi mesi mandare sul lastrico molte testate giornalistiche. Infatti due dei punti del programma del M5S sono: abolire il finanziamento pubblico ai giornali  e l’abolizione dell’ordine dei giornalisti (legge fascista che Mussolini creò al solo scopo di controllare l’informazione).

Anche la RAI potrebbe essere interessata, infatti un altro dei punti del programma è l’abolizione di due reti pubbliche, l’estromissione dei partiti politici e l’abolizione della pubblicità.

Ci sono molte figure in gioco che vorrebbero che il M5S morisse ieri, spinte esclusivamente da interessi economici. Torniamo a parlare per un attimo del BLOCCO B, all’interno di questo blocco ci sono i dipendenti pubblici che hanno una paura folle di vedersi ridotto lo stipendio. Questi signori hanno famiglia, figli che normalmente, il più delle volte, vengono influenzati dalle idee politiche dei loro genitori. Facciamo un esempio: dipendente pubblico, in famiglia, a tavola con i propri figli. Supponiamo che si lamenti dicendo che Beppe Grillo e il M5S vogliono portargli via una bella fetta della sua super pensione. Come si comporterebbe un figlio influenzato dalle affermazioni del proprio padre? Lascio a voi la libertà di immaginare cosa farebbe. Questi sono i cosiddetti Trolls di cui parla Grillo, hanno votato PD, PDL, ma le urne sono state impietose, hanno decretato la sconfitta della sinistra ma anche della destra, proclamando la vittoria di una nuova compagine, composta da semplici cittadini che vogliono nuovamente appropriarsi della sovranità che gli spetta per legge costituzionale. Purtroppo per loro l’uguaglianza, di cui le sinistre avevano piena la bocca, impone che tutti i cittadini possano vivere dignitosamente. Se questo diritto va a minare alcune certezze della borghesia, quella che ha governato sfruttando le cariche politiche per concedere a se stessa e ad amici e parenti indennità parlamentari da capogiro, mentre il paese andava lentamente a schiantarsi al suolo, non è affar nostro, ma di chi ha permesso che accadesse tutto questo. Prendetevela con chi ci ha governato fino ad oggi, cioè PD, PDL.

Sul blog di Grillo, Facebook, Twitter e generalmente in tutta la rete, si leggono insulti, insinuazioni e accuse infamanti di ogni genere. Si vuol far credere che il M5S sia una dittatura fascista, antisemita, che mette in pericolo la “democrazia partecipativa” del nostro paese. Cazzate! Da libero cittadino, onesto e paladino della democrazia vi posso assicurare che state commettendo un grave errore di valutazione. State tranquilli! La democrazia non è in pericolo, almeno non da parte del M5S. Se pensassi che la democrazia fosse minimamente in pericolo sarei il primo ad alzare la voce. La posta in gioco è ben altra: ci sono troppi individui che godono alle spalle della povera gente, che non hanno subito gli effetti della crisi economica ed hanno una fottuta paura della democrazia diretta. Più volte, con diversi tweet, ho cercato di aprire un dibattito con gli utenti che continuano a criticare Grillo e il Movimento, ponendo sul tavolo questi argomenti: se Bersani si dimettesse assieme a tutti i relitti del PD, dando spazio ai giovani, forse, il M5S potrebbe anche appoggiare un loro Governo, nessuno ha mai risposto. Sintomo che a queste persone non interessa un accordo tra il M5S e il PD, il loro è solo un pretesto per demolire l’immagine e la credibilità dei parlamentari 5 Stelle, critiche gratuite e in totale malafede. Se c’è una cosa che ritengo doveroso chiamare in causa è La Giustizia, non quella della Magistratura, quella sociale. Il M5S è parte di una nuova Giustizia sociale chiesta a gran voce dal popolo, per restituire la dignità a tutte quelle persone che arrancano nel buio, quelle che non riescono ad arrivare alla fine del mese, famiglie a cui è venuta a mancare la figura paterna causa suicidio, per la perdita del lavoro, per il fallimento dell’impresa familiare, dopo il pignoramento della propria casa. In questo mese nessuno ci ha pensato, in fondo a chi interessa? Continuate a sparare merda senza rispetto alcuno per tutte quelle persone che hanno fiducia nel M5S, il BLOCCO A. Vergogna!

Non meno importanti sono le figure degli Influencer a questo proposito chiamo in causa Michele di Salvo riportando un estratto di un suo articolo. Badate, ha scritto anche un libro su Grillo, per ribadire, se ce ne fosse bisogno, di quanto mi è cara la democrazia.

“Di influencers si parla molto, ormai sono diventati, a tutti gli effetti, interlocutori importanti per le aziende.
Il problema è stabilire quanto siano importanti. In buona sostanza la difficoltà è misurarne la capacità d’influenza, il potere, insomma.
Secondo Malcom Gladwell, autore di “Tipping Point”, basta coinvolgere e motivare poche persone per diffondere in modo esponenziale il proprio messaggio.
Secondo Paul Adams e Duncan Watts, poi, la social influence non si diffonde solo attraverso i “pochi”: tutti, a diversi livelli, siamo “influencer”, come dire il vero motore è il passaparola.
In buona sostanza le tipologie di influencer con cui interagiamo tutti i giorni sono sostanzialmente tre:
Social broadcaster: persone con un reach molto ampio, che possono non avere una competenza focalizzata su un brand o un argomento. Un’estensione del concetto di “VIP”;
Mass influencer: persone che hanno un reach ampio, un’alta affinità con il proprio target e che spesso sono specializzate su uno o pochi temi molto rilevanti per la community con cui interagiscono;
Potential influencer: chiunque possa influenzare il proprio network di persone, anche molto piccolo”
“Sui potential influencer in particolare, che altro non sono che singoli con una buona capacità d’influenza, si sono poi recentemente accesi i riflettori. Secondo studi americani buona parte della diffusione di messaggi e dell’attivazione di conversazioni pare passi proprio da loro. Una sorta di teorizzazione di un passaparola che si autogenera e si autoalimenta, una sorta di moto perpetuo, non alimentato da nessun influencers in particolare ma più o meno da tutti.”

Concludo con la classica ciliegina sulla torta, una interessantissima video intervista realizzata da Claudio Messora al professor Marcello Foa giornalista e docente universitario. Buona visione.

Franco Uda

Il blog di Franco Uda nasce dopo una breve ma ponderata riflessione. I motivi che mi hanno spinto a realizzare il blog sono molteplici, il più importante è senza dubbio la possibilità di pubblicare, volta per volta, le mie riflessioni e ciò che riterrò utile e doveroso, senza subire censure di nessun genere. L’augurio che faccio a me stesso è di un’ulteriore crescita culturale, attraverso lo scambio di idee e opinioni dei vari amici internauti con i quali avrò il piacere di interagire. Ulteriori informazioni sono disponibili all'interno del sito web, spazio dedicato all’autopromozione musicale, SoundCloud. Per saperne di più...

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